Uno spettacolo naturale scavato dall’acqua nei secoli.
Sveglia alle 7.00
Al punto di ritrovo ci aspettano i nostri amici e la colazione.
Dopo aver gozzovigliato con croissant e caffè ci ritroviamo in viaggio. Benché sia prima mattina il sole già riscalda motori e passeggeri.
Il cielo è limpido quanto nei film di Tim Burton.
Ringrazio Dio di avere un casco con la visiera per schermare il sole accecante.
L’aria già calda entra per le prese d’aria dando non molto conforto. La giacca di pelle si attacca di continuo alle braccia. Da zavorrina poco esperta, per un bel tratto di strada mi aggrappo alle maniglie con troppa ferocia e presto braccia e mani ne risentono. La strada, ben tenuta non dava problemi alla mia “ansia da buche”, la frequenza sempre più alta di curve e tratti di galleria si.
Doppie curve, le guardo sempre con sospetto, le minigallerie…sono il male.
Troppo corte, le minigallerie sono una trappola! Sole brillante fuori, entri e non vedi niente, il tempo di abituare gli occhi al buio ed è tempo di uscire e si finisce nuovamente orbi per la luce dell’esterno. Infide minigallerie!
Il caldo estremo è sempre stato presente, in più, da giovane zavorrina non avevo calcolato che una certa quantità di strada potese ehm…far male….alle chiappe, problema risolto con una camminata all’arrivo….ma dove?
Al lago di Mis!

In provincia di Belluno, il lago artificiale di Mis spunta adorabilmente tra le montagne come un bellissimo e terso specchio d’acqua color smeraldo, azzurrato appena dal riflesso del cielo, nelle piccole crespe d’acqua che il vento calmo alzava. In fondo al lago i gioielli del Parco Dolomiti Bellunesi: la cascata La Soffia e gli straordinari Cadini del Brenton dove sgorga l’acqua distillata tra le crepe dei ripidissimi Monti del Sole e della grandiosa montagna delle Agnelezze.
Già da poco addentrati nel verde, ombreggiato e breve percorso sassoso che poco dopo l’osteria porta alla cascata, è possibile (strilli dei bambini permettendo) udire La Soffia e lo scrosciare delle sue limpidissime acque.
Dapprima sommesso, all’avvicinarsi dello spettatore il rumore si fa sempre più intenso fino a rivelare una cascata di acqua cristallina e freschissima che, uscendo con violenta insistenza dalla roccia, ha scavato nientemeno che un canyon nella montagna.

Un punto panoramico permette di sporgersi sopra il dedalo scavato di pozze, anfratti e spacchi scavati dall’acqua per secoli e secoli.
Sotto l’acqua in movimento pulita, fresca, i sedimenti e le pietre bianche accuratamente lavate. Sopra l’immobile montagna che incombe, ricca di umidità, muschi e rocce brune.

Pietre levigate, limacciose, pozze in subbuglio dall’aspetto ribollente, scosse dall’arrivo di una sempre nuova acqua a cascata. Pozze momentaneamente stagnanti ma ricche di vita, girini, a migliaia rimanevano immobili fingendo indifferenza per poi correre al riparo nella fanghiglia sentendosi osservati troppo da vicino.
Un intercalare di texture si accavallavano una sull’altra, la metamorfosi della roccia grezza fessurata scura, spaccata di netto, si trasforma più in basso cambiando volto. Plasmata, morbidamente liscia, si riduceva in piccoli sedimenti di ghiaia bianchissima.
L’acqua era sorprendente.
Limpida fresca, così trasparente che non si riusciva a percepire la profondità, non solo delle agitate pozze del canyon, ma anche di quelle più piccole e placide.

Poco più in la della della Soffia, raggiungibile a piedi, dopo un altro piccolo sentiero boscoso, al riparo dal sole battente, i Cadini del Brenton ci attendevano.
Una serie infinita di pozze scavate nella roccia si susseguivano scendendo dalla montagna.
È uno spettacolo talmente perfetto da sembrare progettato, artificiale.

L’acqua scendeva da gradini di roccia, che venivano consumati per poi divenire, nei secoli dei catini. L’acqua, consumato un gradino passava al secondo e poi al terzo e così via.
Una lungo susseguirsi di piccoli laghetti più o meno profondi, e di piccole cascate.
A nostro rischio e pericolo (con tanto di cartello che tentava di dissuaderci), dopo il primo percorso sicuro ci siamo inerpicati per un sentiero molto ripido, franoso e costellato di pietre e radici, con il canyon sulla destra.
Assolutamente letale una caduta tra le rocce scavate dall’acqua a quell’altezza, ma la fatica e il pericolo sono stati ripagati.
Una serie di pozze non molto profonde ci ha permesso di guadare e seguire il letto del canyon ed i suoi gradini, con scorci mozzafiato tra le pareti verticali e l’acqua che scorreva, in quel punto pacifica.

Molti turisti si erano inerpicati fin qui per appollaiarsi sui picchi di roccia sicura dall’acqua e nelle spiaggette ghiaiose. Qualche coraggioso si bagnava nelle pozze.
Noi ci siamo bagnati solo i piedi. L’acqua era fredda ma non ghiacciata ed estremamente consolatoria dato il caldo patito durante il giorno.
Il sole filtrava tra rocce e foglie, farfalle di ogni tipo e colore svolazzavano pacifiche e piccoli geridi correvano sull’acqua.
Abbiamo scorto un paio di piccolissime salamandre, non più di cinque centimetri di lunghezza con tanto di coda, stare quiete sotto l’acqua calma, aggrappate ad un sasso all’ombra.
Asciugati i piedi che avevamo lasciato ammollo, ritornando sui nostri passi a malincuore, abbiamo percorso il sentiero a ritroso.
Il sentiero scosceso, in salita, era complesso, ma in discesa si rivelava molto, molto sdrucciolevole, tanto che le rocce, gli alberi e le radici divenivano improvvisamente i migliori appigli per non volare giù rotolando tragicamente.
Ritornati alla moto stanchi ma soddisfatti, riagghindati di tutto punto con giacca in pelle e casco, ci avviavamo verso casa con il ricordo di queste cascate avventurose di cui c’è sicuramente molto ancora da esplorare.
Chissà, magari un giorno torneremo armati di costume e scarpette da fondo per inerpicarci ancora più su verso la cima di questi gioielli, dove solo piccole salamandre, farfalle e geridi ci faranno compagnia.

Ciao, che splendidi colori…e che panorami.
Credo che mio figlio ( vive con la moglie friulana su) conosca questo luogo di fiaba
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Lo spero! È un luogo favoloso. Sembra di stare chissà dove in qualche paradiso tropicale mentre si guarda in quelle pozze cristalline!!! 🌴🌴🌴
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